1.800 milioni di persone bevono ancora acqua contaminata, purtroppo

L’Organizzazione delle Nazioni Unite riconosce ampiamente che l’accesso all’acqua potabile è migliorato in questo millennio. Ma mentre questo grande progresso è stato fatto, un nuovo studio della University of North Carolina (UNC) a Chapel Hill, indica che le sfide sono ancora più esigente da quello che le  statistiche suggeriscono.

Recentemente, l’UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno pubblicato un rapporto affermando che la meta del Millennio della ONU negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio è quella di ridurre la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile, molto prima della data stabilita.

Tra le strategie principali c’è quella di promuovere l’accesso a “fonti migliorate” di acqua potabile, come ad esempio la fornitura e l’assistenza di pozzi protetti tra il 1990 e il 2015.

Tuttavia, il nuovo studio UNC stima che 1,8 milioni di persone, 28% della popolazione mondiale, utilizzò acqua potabile nel 2010.

Questo numero è di 1 miliardo in più rispetto al rapporto ufficiale dall’OMS e il Programma Congiunto di Monitoraggio dell’UNICEF, che ha stimato che 783 milioni di persone (11% del pianeta) ha utilizzato acqua clasificata come “fonti non migliorate”.

L’autore principale del nuovo studio, Jamie Bartram, Ph.D., professore di scienze ambientali e ingegneria presso la Scuola Gillings di Salute Pubblica Globale, ha detto che l’OMS/UNICEF sottolineano i progressi che possono  essere raggiunti attraverso azioni concertata a livello internazionale, ma sono rimaste  in attesa le esigenze di milioni di persone che hanno unicamente accesso al acqua contaminata.

Nei paesi in via di sviluppo, se abitate in una piccola città o grande città, l’acqua potabile può essere difficile da trovare. I tubi e rubinetti, di riposo, fonti pulite e pozzi sono contaminati o le persone devono trasportare o immagazzinare l’acqua in maniera potenzialmente malsana.

Lo studio “Global Acess per la Sicurezza dell’Acqua: Contabilità per la Qualità dell’Acqua” e il conseguente impatto sui progressi degli ODM”, è stato pubblicato il 14 Marzo 2012, nella Gazzetta Internazionale di Ricerca del Ambiente e Sanità Pubblica.

Diversi scienziati hanno analizzato la qualità dell’acqua e informazioni del rischio sanitario secondo uno studio condotto in  cinque paesi, e da dove sono estrapolati i dati per stimare le cifre globali.

Lo studio suggerisce che dei 5,8 milioni di persone che utilizzano attraverso  tubo o “altri” mezzi fonti d’acqua migliorate,  nel 2010 1 miliardo di persone probabilmente hanno ricevuto l’acqua contaminata con le feci; aggiungendo che circa 800 milioni di persone raccolgono l’acqua da fonti non preparate significherebbe che 1,8 milioni di persone bevono acqua contaminata.

Inoltre, gli esperti stimano che altri 1,2 milioni di persone hanno fonti d’acqua che non hanno la protezione sanitaria di base contro la contaminazione.

“In totale, si stima che 3 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, utilizzando una definizione più rigorosa, che include sia la  qualità effettiva dell’acqua e i rischi sanitari”, conclude lo studio.

Lo studio ha anche evidenziato che il recente rapporto della OMS/UNICEF, ha confermato l’annuncio di quanto era stato raggiunto in quanto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che  sono stati adottati nel 2000, e che questo progresso dovrebbe portare ad un cambiamento graduale per garantire che tutte le famiglie, luoghi di lavoro e le scuole abbiano un approvvigionamento affidabile di acqua che è – e rimane – protetta.

Tuttavia, i ricercatori dicono che la portata delle stime dello studio UNC e le implicazioni per la salute e lo sviluppo suggeriscono che deve essere prestata una maggiore attenzione ad una migliore comprensione e gestione della sicurezza dell’acqua potabile.

Nel continente americano di 930 milioni di persone che lo abitano, circa  300 milioni  non hanno acesso all’acqua potabile.

Hugo E. Méndez U. – ANCA24  Italia / Gustavo Carrasquel – ANCA24 / Via ww.physorg.com

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